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"Oltre gli occhi" per abbattere le barriere dell'incomunicabilità
     
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dom 01-02-2015 21:40, n.3322 - letto 3522 volte

"Oltre gli occhi" per abbattere le barriere dell'incomunicabilità

Stasera, al Massimo, lo spettacolo in Lis a cura di Laboratorio 0 e Cooperativa Immaginaria

di Elide Apice
sfoglia l'album delle foto   


La scena è illuminata solo da un lampione, una figura evanescente, vestita di bianco, porta con sé un gran libro dalla copertina rossa, sarà l’unica a parlare in scena.
Intanto, due ragazze, Laura e Anna,  su una panchina, si scambiano ricordi e abbracci.  E' così che ha inizio  "Oltre gli occhi" drammaturgia nata da  un’idea di Dario Pasquarella di Laboratorio 0, su testo a cura di Silvia Liberati, che ha portato sul palcoscenico del Teatro Massimo la triste riflessione sull'olocausto,  sugli orrori della II Guerra mondiale.
Lo spettacolo, gradevole e di forte impatto emotivo, ha avuto il valore aggiunto del desiderio di diffondere il messaggio dell'integrazione che è alla base  della società e questo concetto è stato ribadito in Lis – la lingua dei segni, coinvolgendo in un "gioco" i presenti che, guidati dall'interprete Lis,Antonella Scorzeto, si sono cimentati, forse per la prima volta a comunicare  in maniera diversa Alcuni tra gli attori (Massimo, Susanna, Gabriella, Cristina, Samia, Simone, Anna, Elisa e Laura, queste ultime all'audio e alle luci, guidati da Dario Pasquarella, sono, infatti sordi sordi.  
Al di là dell'indubbio valore della messa in scena, la rappresentazione ha avuto il valore aggiunto di far aprire gli occhi su una realtà altra, non da tutti considerata.  In apertura di serata Ilaria Masiello aveva letto una lettera giunta da Concetta Grazioso che ,a nome della collettività dei sordi, ha espresso parole di solidarietà e desiderio di integrazione affermando che la Lis è una lingua a tutti gli effetti, con  diverse caratteristiche regionali ed è mezzo di diffusione delle arti.
Proprio di tentativo di utilizzare l'arte come strumento di integrazione e promozione culturale ha parlato Claudio D'Agostino, presidente della Cooperativa Immaginaria cui si deve l'organizzazione dell'evento a Benevento.
In questa ottica, già dal prossimo mese verrà avviato nell'edificio scolastico della frazione Motta, messa a disposizione dall'amministrazione comunale di Sant'Angelo a Cupolo, un progetto che prevede la realizzazione di una serie di laboratori di teatro, cinema e fotografia dedicati al mondo dei sordi.
D'obbligo i ringraziamenti a quanti hanno collaborato, tra questi i membri di Immaginaria, Giampaolo Viceré, Laura Racchi, Alessia Lamarra, Francesca Mastrovito,  e poi Alessia Lamarra, Francesca mastrovito, ma anche i tanti che volontariamente si sono dati da fare nella distribuzione dei biglietti, i gestori del Cinema Teatro Massimo per l'ospitalità e i tanti sponsor che hanno contribuito a realizzare un sogno.
A fine spettacolo il regista Dario Pasquarella, sordo, originario di Sant'Agata deì' Goti, ha salutato il pubblico che applaudiva in silenzio, semplicemente agitando le mani, augurandosi che questo spettacolo "possa girare il mondo per diffondere sempre più la lingua dei segni".
Complimenti a tutti gli organizzatori per la costanza dell'impegno, la perseveranza e il coraggio premiati stasera con una grande affluenza di pubblico.













 
 

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