Rivedere la propria vita come riflessa in uno specchio, ricordare in particolare il momento in cui si è diventati padre, forse ancora inconsapevole ma con la voglia di fare il meglio per le proprie figlie. Due bimbe, adottate in tempi diversi in paesi lontani dove l’abbandono è più frequente di quanto si pensi.
Un lungo flusso di coscienza che svela emozioni e fragilità emerge dalla lettura di questo libro- confessione che fa riflettere e che si conclude con un capitolo dedicato al padre, alla sua distanza emotiva, al riavvicinarsi a causa di una malattia, alle lacrime che suggellano un affetto profondo e mal gestito che si rafforza negli ultimi giorni, quelli che da figlio ti fanno diventare uomo adulto.
Un libro che mi ha colpito per la fluidità del linguaggio che arriva al cuore di chi legge esattamente come se invece di leggere si stesse chiacchierando con l’autore e che diventa una bella testimonianza di come l’amore per i propri figlie, per i genitori, sia faccenda più complicata di quanto si pensi.