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Chiude con il San Marco anche l'ultima sala cinematografica in città
     
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dom 11-01-2015 17:29, n.3237 - letto 8382 volte

Chiude con il San Marco anche l'ultima sala cinematografica in città

Angelica Iannella: "Grazie a quanti ci hanno seguito e sostenuto finora!"

di Elide Apice


E' la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, le voci che giravano nel periodo natalizio si sono consolidate in una amara verità e stamattina la conferma da parte di Angelica Iannella, responsabile delle scelte artistiche del cinema San Marco, gestito con la famiglia fina dagli anni '60, che il Cinema Tetaro San Marco è stato irrimediabilmente chiuso.
Sul web, in particolare su facebook, dopo le notizie della chiusura del Massimo e della libreria Luidig,  la notizia è rimpallata alimentando un dibattito che aldilà delle scontate critiche alla gestione di qualcuno evidentemente poco informato sui fatti, ha catalizzato sentimenti di solidarietà intorno alle sorelle Iannella cui va dato il merito di aver tentato di seguire le evoluzioni tecniche e di aver cercato di fare proposte diverse con l'apertura di un bar nel foyer del cinema molto spesso prestato ai più diversi usi, dagli incontri di lettura, alle mostre di artisti, alle iniziative di solidarietà.
"Il viaggio del cinema San Marco è oramai giunto al termine - questo il post di Angelica Iannella - Lo abbiamo percorso con passione superando gran parte delle difficoltà, credendoci fino alla fine perché questa meravigliosa avventura del cinema è qualcosa che ci accompagna da sempr,e dal lontano 1963, quando nostro padre Salvatore Iannella, ristrutturò ed aprì il Teatro Comunale che dopo circa 30 anni di attività fu chiuso per un anno a causa del terremoto dell'80 ed in seguito riaperto fino al novembre del 1990.
In contemporanea mio padre ristrutturava a spese proprie il vecchio Cinema Teatro San Marco per riaprirlo il 23 dicembre 1990 e continuare l'attività fino ad oggi".
Sulla struttura pesa una situazione gestionale complessa, è la stessa Iannella ad affermarlo quando dice dell'esistenza di un contratto a tre parti che coinvolge l'amministrazione comunale, la famiglia Iannella e il proprietario dei locali, il signor Faraonio, da tutti conosciuto come John, che ne rivendica il possesso.
"Qualcuno ci ha accusato di scarsa lungimiranza - confida Angelica - perché avremmo potuto trasformare il cinema in una multisala centro della città. In realtà, anche se pochi ne sono a conoscenza, ci abbiamo provato già nel 2001 pagando anche un progetto che ci sembrava valido curato dall'architetto Costa che aveva già realizzato situazioni analoghe. Purtroppo il proprietario della struttura non ci concesse l'autorizzazione mettendoci in condizione di perdere anche il contributo dei finanziamenti europei che ci eravamo premunite di chiedere".
Qualcuno ha anche avanzato l'idea di una "scomodità delle poltrone mai rimodernate e vecchie di almeno 35 anni e anche in questo caso la risposta è lapidaria: "Avremmo potuto rimodernare l'arredo, ma abbiamo preferito destinare i fondi al miglioramento acustico con l'acquisto dello Spectra, un importante impianto e poi adeguandoci al digitale. Inoltre abbiamo tentato di fare diverse offerte proponendo, già nel 2013, concerti e cabaret".
“Ci mettemmo, infatti, mettemmo in contatto con alcuni imprenditori napoletani tra i quali quelli di Tam Tam, ma nonostante una grossa campagna di visibilità con passaggi televisivi e sulle diverse testate, riuscimmo a realizzare solo il concerto con Max Gazzè.
Fummo, infatti, costrette a chiudere per sei mesi con la scusa che non avevamo i permessi di sicurezza o il bagno per gli handicappati e del resto non mi risulta che gli altri teatri in città li abbiano. Comunque saltò tutto il progetto, ma non la nostra voglia di andare avanti seppur indeboliti nello spirito.
Alla fine stiamo chiudendo perchè abbiamo sulle spalle una sentenza di sfratto, ma la vita deve andare avanti e prima o poi ci si troverà con rinnovata forza ad affrontare nuovi progetti".
"Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto ed apprezzato frequentando fino alla fine le nostre famose rassegne di cinema Arcifilm che per Benevento sono state l'appuntamento immancabile di tutto il numeroso ed appassionato mondo di cinefili"- conclude con malcelato senso di dolore Angelica Iannella che ha il merito, assieme alle sue sorelle, di aver sempre tentato nuove proposte con rassegne dal noir, al giallo ai cartoon, ai corti recentemente proposti, dove l'unico assente è sembrato essere il pigro pubblico beneventano.
Con l'augurio che qualcosa cambi e che magari si possa realizzare quella auspicata “casa del cinema” cui tante volte hanno fatto riferimento nei discorsi fatti tra amici (e mi pregio di essere considerata loro amica), non ci resta che augurare alle sorelle Iannella e alla mamma, tanto forte e battagliera, di riuscire a superare questo triste momento che non è una loro sconfitta, ma è essenzialmente una sconfitta e una grave perdita per l'intera città.




 
 

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1 commento   top
n.486 - ha scritto Pier Luigi Rovito  14-01-2015 17:28:40  
Gianni Vergineo diceva che Benevento era dominata da un oscuro "cupio dissolvi". Con la chiusura del san Marco questo desiderio di morte appare prossimo alla realizzazione. La rassegna del San Marco costituiva l' ultimo segno di vita. E si è chiusa la sola finestra aperta verso la modernità. Speriamo in un miracolo........
 
 
 

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