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Ma non chiamatela Città Spettacolo
     
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lun 08-08-2016 21:32, n.8133 - letto 11459 volte

Ma non chiamatela Città Spettacolo

La nota di Peppe Fonzo per il Magnifico Visbaal Teatro

dalla redazione


Cari tutti/e sento di dover scrivere questa mia per tenere alta l'attenzione sulla questione del Festival.
Tengo a precisare che la nostra assenza non è motivo scatenante di questo intervento, siamo stati contattati dal direttore, abbiamo fatto delle proposte che non sono state accettate, e le motivazioni in accordo o no con il nostro pensiero sono assolutamente legittime.
Ma vedendo il programma debbo constatare a malincuore che quello che preoccupava tutti gli operatori del settore da Benevento a Milano si è verificato.
Purtroppo Benevento Città Spettacolo si è trasformata decisamente nel tanto acclamato e richiesto format "avversario", intendo la benedetta festa di "Quattro notti e più di luna piena".
Quest'operazione, a mio avviso, è molto pericolosa perchè confonde le acque.
Signori, parliamoci chiaro, senza snobismi o sentenze fuorvianti: una cosa è l'intrattenimento, altra cosa è Città Spettacolo.
Il teatro è in crisi lo sappiamo, (in realtà il teatro è crisi) economica, di idee, progetti, contenuti, scommesse sulle nuove compagnie, e tante sono le giovani realtà mai davvero interpellate, costrette, come noi, a inventarsi mille proposte adiacenti e rassegne nei sottoscala pur di sopravvivere.
Ma la salvezza non sta nell'accontentare la massa indistinta con eventi di richiamo lasciando lontano l'impegno civile, sottotraccia di qualsiasi Festival che si rispetti.
Certo, non sottovaluto l'indotto che i vari negozi e le aziende prevalentemente ristorative potranno trarne, non escludo le decine di migliaia di persone che arriveranno da tutta la Campania trasformando un Festival di "nicchia" in un boom di presenze mai sentito nella storia. (Ma poi scusate, teatro di "nicchia" che cosa vuole dire? Questa approssimativa e pessima classificazione che viene affibbiata a chiunque non faccia show come Amici di Maria de Filippi o Centovetrine è molto pericolosa).
Vogliamo dire che qualunque spettacolo che non arriva a 1000 spettatori è di nicchia? E' fallimentare? Se è così è fallimentare il 98% del teatro mondiale.
Ripeto e ripeto e ripeto ancora: ben vengano iniziative popolari dalle sagre, che adoro per le mie radici contadine, ben vengano i festival amatoriali, le kermesse musicali, cabaret, concerti pop, sia benedetta Quattro Notti e Più... ma questa non chiamatela Città Spettacolo.
Perchè il teatro è un'altra cosa, il Festival Benevento Città Spettacolo è un'altra cosa, e questo nome va difeso.
E' assolutamente vero che nelle ultime disgraziate edizioni si è cercato disperatamente di tenere in vita un cadavere ormai in decomposizione allontanando sempre di più il teatro dal popolo, dai cittadini.
E' vero che la passata amministrazione non si è applicata particolarmente per rinnovare un'idea, delegando ai direttori artistici imprese impossibili, non per questo il Festival deve snaturarsi.
Città Spettacolo è teatro, per il teatro, per gli operatori, per gli appassionati, per i critici e per chiunque voglia allenare il proprio sentire emotivo.
E non basta un Glauco Mauri (anche egli monumento ai caduti) o un Marco Travaglio per alzare l'asticella.
Ripeto il teatro del 2016 è proprio altrove, il suo ruolo è dire cose scomode, un luogo che deve lasciare spazio all'immaginazione, evocare, far riflettere, ridere e piangere, spaventarsi e sorridere, fare proposte difficili, complesse, impegnative, scandalizzare, stare al passo con i tempi, insomma mantenere sveglie le menti e affamati gli spettatori, non sazi e sonnolenti.
Sto dicendo cose che in una città come Napoli sono all'ordine del giorno, vedi il programma del Teatro Festival degli anni passati e quello tanto discusso di quest'anno che comunque si spalma anche durante l'autunno.
Certamente non sono io quello che deve dire cosa dovrebbe essere un festival di teatro in una città che è madre di una rassegna di rilievo nazionale di quasi 40 anni.
Ma ho sempre voglia di ricordare cosa c'è scritto all'ingresso di uno dei teatri più belli e grandi d'Europa, il teatro Massimo di Palermo: l'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita
Dunque io chiedo a questa amministrazione: per favore non distruggete un lavoro certosino portato avanti da menti illustri, che ha visto capolavori e fiaschi, grandissimi attori e compagnie promettenti Per favore non annacquate quella delicata scintilla necessaria nel nostro lavoro, quella cosa intangibile che si chiama "sogno"; il teatro è questa sostanza, e questa sostanza va alimentata.
Non combattete il tedio mortale che questa provincia tocca amaramente col frastuono caotico del carnevale perenne, non solo con quello almeno, perché la vita è anche molto altro e il teatro ne rivela l'essenza nelle piccole pieghe, riuscendo ad arrivare molto più lontano di quanto si possa immaginare... silenziosamente, con amore, e delicatezza.
Grazie

Con affetto, Peppe Fponzo
Magnifico Visbaal Teatro

 
 

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n.551 - ha scritto Daniela  08-08-2016 09:40:02  
Concordo pienamente. Ricordo, comunque, che nei primi anni della manifestazione Città Spettacolo c'era anche la parte musicale, anch'essa divisa in "big" (e non parlo di musica pop, senza ovviamente nessun intento denigratorio) e "locali" che avevano la possibilità di esibirsi e farsi conoscere e apprezzare (o meno). La parte musicale è andata poi via via sempre più scomparendo, fino ad annullassi totalmente. Il teatro è cultura e nessuno lo mette in dubbio. Ma anche la musica. Noi musicisti questo "scippo" lo abbiamo subito molti anni fa sotto gli occhi indifferenti di tutti. E, infatti, tutti i teatri di Benevento sono chiusi da anni (escludendo i "buon" Massimo che non è un teatro). Forse bisognava coalizzarsi contro queste operazioni " di nicchia" anni fa. Ma ognuno ha sempre pensato al proprio orticello con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Certo, non è mai troppo tardi...
 
 
 

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