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 La scenografia spiazza, divide, include: teli bianchi e scritte di “lingue e parole differenti”. Una voce da lontano chiede “Forse tu puoi spiegarmi cosa vuol dire essere cittadini italiani!”, “Io sono italiano bianco del sud e ne ho la certificazione” intona l’altra voce e pone barriera tra essere o non essere appartenenti allo stesso mondo. E così che, stasera al Mulino Pacifico, inizia La Muta – performance a due voci parole e lingue, di e con Wissal Houbabi e Vittorio Zollo con la collaborazione di Mattia Garoia, Toi Giordani, Daniele Poli, Margherita Kay Budillon, una produzione Zoopalco / ZPL. Una performance politica di grande intensità emotiva, dai temi non facili e grondanti dolore che ha visto la parole alternarsi ad intonazioni musicali, più lingue e dialetti a rincorrersi e cercarsi in quel sud del mondo bagnato dal Mediteraneo , illusione e disillusione di tanti, troppi. Mediterraneo cui hanno tolto la possibilità futuro di chi lo attraversa per trovare la vita. E la chiarezza viene, a fine spettacolo da un attivista del Movimento Rifugiati Napoli.
“Non servono gli applausi – ha detto -non serve opporsi a un dato di fatto, serve piuttosto un’ammissione di colpa. Se ci sono ancora tanti morti nel Mediterraneo è anche colpa di tutti noi che restiamo a guardare!” Tanti i temi sui quali iniziare seriamente a riflettere e atnto dolore in fondo al cuore.
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