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“La guerra non torna di notte” di Vincenza Alfano
     
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lun 18-09-2023 07:11, n.14220 - letto 566 volte

“La guerra non torna di notte” di Vincenza Alfano

Per la rubrica Letto per voi

di Elide Apice

Nonna Cenzina era forte, si era armata di coraggio e aveva gridato “Jatevenne”, quella che era diventata la parola d’ordine della lotta ai tedeschi durante le Quattro Giornate di Napoli.
E poco importava se questo le aveva causato contrasti con Pasquale, fascista convinto e devoto al Duce, Cenzina si era caricata di tutte le responsabilità, aveva messo al sicuro le bambine e ed era scesa a lottare con gli altri.
Cenzina è la protagonista di “La guerra non torna di notte (Solferino editore) che Vincenza Alfano, di Cenzina porta il nome, dà alle stampe per ricordare la figura di sua nonna, per lasciare la testimonianza di quanto le donne napoletane furono capaci di fare contro i nazisti, per lasciare memoria di atti di eroismo inusitati.
E’ un  lungo racconto, aperto e chiuso da pensieri carichi di affetto e di riconoscenza, che quasi in forma di diario porta i lettori e le lettrici a conoscere Cenzina, dapprima bambina senza alcuna possibilità economica, poi adottata da uno zio che col suo benessere le aveva permesso di vivere negli agi, sempre accompagnata dalla musica del suo amato pianoforte, e poi sposa obbligata di Pasquale, pasticciere da sempre che poteva garantirle una vita serena.
Un matrimonio che Cenzina aveva temuto, ma che poi, come succedeva per le ragazze del tempo, aveva finito per accettare convincendosi che da quella conoscenza sarebbe poi nato l’amore.
Nacque invece, un sentimento più affine all’affetto e nacquero due bambine e il matrimonio continuò nascondendo i veri desideri di Cenzina, anima inquieta che trovava pace solo suonando.
Aveva premonizioni Cenzina, quelle  per esempio, che obbligarono Pasquale a restare a Napoli invece che scappare lì proprio dove i bombardamenti colpirono gli sfollati che si si erano sentiti al sicuro.
La vita, però, non scorre mai tranquilla e Cenzina si era trovata  ad ospitare, complici i condomini del suo palazzo, due soldati ebrei e poi a voler scendere in lotta al grido di Jatevenne nonostante il dichiarato fascismo del marito e nonostante le oggettive probabilità di pericolo.
Fu donna forte, allora, Cenzina e come lei le donne delle Quattro Giornate, quelle grazie alle quali Napoli fu presto liberata dai tedeschi.
Un libro dai forti sentimenti, un omaggio a una nonna determinata questo di Vincenza Alfano, scritto in maniera lineare e coinvolgente, capace di scavare nella personalità di una donna di altri tempi.

Il libro sarà presentato a Benevento il prossimo 29 ottobre da Culture e Letture aps

 
 


 

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