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"L'ultima estate in paese" di Simonetta Tassinari
     
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mar 23-04-2024 09:14, n.14402 - letto 520 volte

"L'ultima estate in paese" di Simonetta Tassinari

Per la rubrica Letto per voi

di Elide Apice

Da una vecchia scatola di metallo di Baci Perugini, Maria Rosaria, alla ricerca di un documento perso, ritrova un vecchio cartoncino, da questo incipit nasce e si sviluppa la storia di Maria Rosaria Delli Quadri, la protagonista dell’ultimo libro di Simonetta Tassinari  “L’ultima estate in paese” (Corbaccio), che materna al romanzo di formazione una articolata storia che pesca nel passato della famiglia.
 Maria Rosaria, Rory per tutti, ritorna con la memoria al lontano 1975 , in un piccolo paese molisano, Forte delle Orchidee, sotto il Massiccio della Gallinola, poca gente e tutti che conoscono tutti, lei è una ragazza degli anni ’70 che vive appieno la sua età in un luogo ristretto, senza preoccuparsi delle dicerie della gente.
Gonnelloni, zatteroni, Vaqueros e borse Vera Tolfa, Hennè e tanti libri sono il suo mondo in attesa di concludere il liceo e trasferirsi finalmente a Bologna, luogo mitico di futuro.
Intanto si divide tra casa sua e casa della nonna, tra amici con i quali condivide tempi e poche e idee.
 Una famiglia come tante la sua ma culturalmente più avanti delle altre del paese, sua nonna, come lei Maria Rosaria, era stata maestra apprezzata e amata da tutti e a modo suo era stata una antesignana del femminismo ed era stato il suo trisavolo Carmine a dare il via alla fiorente Tipografia che ancora resisteva tra alti e bassi di un settore in continua evoluzione.
Proprio in uno spazio ricavato dalla vecchia tipografia di famiglia Maria Rosaria si inventa un salotto letterario dove, tra divani scalcinati e un vecchio frigorifero che contiene coca cola e poco più, prova ad erudire i suoi coetanei proponendo letture di un certo livello. Il tutto con discutibili risultati, in un mondo in cui i ragazzi leggono poco e alle ragazze sembrano interessare prevalentemente i Lanciostory.
Lì, in quel mondo per tanti versi ancora arcaico, arriva un ragazzo “forestiero”, Pierre Duchamp, di origine belga: è un architetto paesaggista e al Forte delle orchidee prova a trovare risposte sul suo passato.
Da qui la scoperta di un mistero che man mano si svelerà nel corso della narrazione che sapientemente alterna il passato al passato remoto e intreccia le storie dei personaggi fino alla inattesa scoperta finale. Ritroveremo Maria Rosaria nel tempo di oggi, quasi a fare i conti col suo passato e nonostante abbia sposato l’amore della sua adolescenza, di tanta in tanto sembra scorgere tra la gente Pierre che aveva fatto battere il cuore di una ragazza da ammirare per il coraggio delle scelte.
 Bella la dedica:“Alle canzoni, ai libri, ai film di quel tempo, dalla bellezza che ancora incanta” , il libro è carico di citazioni che rimandano a libri, a dischi, a cantanti e non può che coinvolgere i lettori e le lettrici, soprattutto chi in quei tempi ha vissuto la propria adolescenza.

Simonetta Tassinari racconterà il suo libro nel corso di un incontro organizzato da Culture e Letture aps alla Libreria Barbarossa il prossimo 5 maggio



 
 


 

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