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“Quel maledetto Vronskij” di Claudio Piersanti
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lun 02-05-2022 14:35, n.13760 - letto 92 volte

“Quel maledetto Vronskij” di Claudio Piersanti

Per la rubrica Letto per voi

di Elide Apice

C’è tenerezza, amore, sgomento, dolore, rabbia in  “Quel maledetto Vronskij” (Rizzoli) di Claudio Piersanti  e c’è anche gelosia per quel Vronskij che Giovanni, tipografo disilluso dalla vita, trova in quel libro tra le cose di sua moglie che non è più tornata a casa e si convince di un tradimento.
Non ha la forza, però, (o ne ha troppa) di cercarla e allora, l’aspetta pensando di prepararle un bel regalo, personale e che duri in eterno per quando lei ritornerà perché di questo è certo, Giulia Tornerà a casa e lì troverà una copia di Anna Karenina pubblicata solo per lei.
La sua vita si snoda, quindi, in un senso di sospensione e di attesa e a nulla valgono gli inviti degli amici e nemmeno quell’abbozzo mal riuscito di approccio con una lei che non è la sua Giulia.
Ha il dono della pazienza, Giovanni, che non si è mai piaciuto e che riesce a sfoderare sempre e in ogni caso un magnifico sorriso che sa di pace e di quiete.
Un libro di assenza che è presenza e di presenza che diventerà amorevole dolore o doloroso amore fino a quegli incubi forieri di sofferenza e a quel  Vronskij, metafora del male, che ogni tanto si farà spazio nella sua mente.
Una narrazione struggente, intimista, mai superficiale, carica di tenerezza e di amore che procede per frasi brevi e incisive e scava nell’animo dell’umanità.




 
 

Ctg letto per voi, letto 92 volte
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