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"La settimana santa" di Luigi Romano
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lun 23-05-2022 06:37, n.13789 - letto 54 volte

"La settimana santa" di Luigi Romano

Per la rubrica Letto per voi

di Elide Apice

Marzo 2020, fuori dilaga la pandemia, nelle carceri l’epidemia esaspera gli animi, tredici le vittime in diversi istituti italiani, a Santa Maria Capua Vetere un commando di centinaia di agenti irrompe nel reparto Nilo per una perquisizione che ben presto si rivelerà una vera e propria mattanza.
Era il 6 aprile e la violenza contro i detenuti porta alla cronaca una cruda realtà, quella in cui chi subisce il peso della violenza è il detenuto.
 Il libro “La settimana santa” (Monitor edizioni) di Luigi Romano, Presidente di Antigone Campania, racconta la cronaca di quei giorni e racconta in maniera precisa la violenza frutto di una “perquisizione straordinaria”puntando l’attenzione sul fatto che quel che è successo è soltanto la punta di un iceberg e che quelle azioni furono atto di violenza organizzata.
Guardie che si sono sentite legittimate dal luogo e dal potere a trasformarsi in aguzzini, quasi come se fosse “naturale” e legittimo compiere azioni violente.
Ed è un racconto, basato sui resoconti giudiziari e sulle testimonianze, che restituisce al lettore il dolore di quei momenti, le percosse, le violenze anche psichiche, le umiliazione che i detenuti sono stati costretti a subire così come viene confermata che tutta l’azione è stata pianificata poiché i tentativi di insurrezione denunciati non erano altro piccole insubordinazioni dovute alla paura che i detenuti, chiusi in carcere, avevano avuto alla notizia dei primi contagi da covid.
Un diritto per tutti i cittadini, la tutela della salute e la possibilità di ricovero in carcere per i contagiati, che diventa un miraggio per i detenuti e in più diventa mezzo per esercitare una reazione abnorme al solo scopo di dominare i detenuti e di umiliarli.
Il caso Santa Maria Capua Vetere, però, non è solo un caso isolato poiché, afferma l’autore, il sistema carcerario italiano in pratica si fonda sulla violenza che mira a rendere sottomesso il detenuto.
Il carcere, allora, perde la sua funzione di recupero e diventa un luogo di “eterna perdizione”, complice un sistema ormai imploso.
Poche, ma importanti pagine che riportano con chiarezza analitica quei fatti che hanno portato a indagini su ben 108 imputati tra agenti di polizia e personale amministrativo e che riportano le difficoltà di un sistema ormai collassato su se stesso elencando le innumerevole inefficienze del sistema penitenziario italiano.





 
 

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